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MERCATO MEDITERRANEO: degusta, impara, acquista!

Scritto il Novembre 27, 2017 da
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Mercato è sinonimo di esperienza, di commercio, di cultura e di storia ma anche di sviluppo e sinergia.

Sono queste le parole chiave della prima edizione del Salone Espositivo Internazionale “Mercato Mediterraneo – Cibi, Culture e Mescolanze”, un progetto dedicato alla filiera agroalimentare, per parlare di biodiversità e per riscoprire gusti genuini della nostra tradizione.

Quattro giorni di kermesse, presso la Fiera di Roma, per informare, formare ed intrattenere il pubblico attraverso show cooking e itinerari del gusto per il recupero di una cultura della semplicità da sempre alla base della dieta mediterranea. Grazie al fitto programma di incontri sui temi più caldi legati al “food”, a chi lo produce e a chi lo consuma, il polo fieristico della Capitale si è trasformato in un vero e proprio grande mercato alimentare con l’obiettivo di far incontrare principalmente eccellenze locali e produttori di nicchia italiani a buyers di paesi esteri e del Lazio per creare nuovi contatti commerciali.

Su una superficie di ventimila metri quadri sono stati allestiti due padiglioni con cinque macro aree espositive tematiche:

Civiltà del Grano, è lo spazio più ampio, dedicato al grano e agli altri antichi cereali, da millenni protagonista della civiltà occidentale e risorsa distintiva di quella mediterranea, strutturandone il paesaggio e la tradizione in modo determinante.

Civiltà del Mare, area dedicata alla pesca, attività primaria dagli albori della civiltà, come mezzo per la diffusione di contatti fra popolazioni diverse e di ricchezza.

Extravergine, ovvero l’olio in tutte le sue sfumature e le declinazioni dei suoi nutrienti essenziali: dall’extravergine fino ai semi oleosi. L’ingrediente simbolo della dieta mediterranea verrà raccontato in tutti i suoi utilizzi e tradizione, alimentare, di salute e di bellezza. 

Contaminazioni, storie e percorsi mercatali circolari, partendo da Roma per poi procedere a cerchi concentrici, corrispondenti ai Paesi ospitati: itinerari tematici, dalla via del couscous alla via delle spezie, per raccontare come la contaminazione ha portato benessere, gusto, armonia.

Metterci la Faccia, l’area convegnistica. Tavole rotonde e workshop con volti noti che rappresentano l’attualità, la politica, la cultura e che si sono espressi su temi che riguardano il Mediterraneo.

Ma non solo. I protagonisti della Fiera sono stati i produttori: i veri interlocutori propositivi e pronti a mettersi in gioco facendosi conoscere condividendo la propria storia e la propria arte. Chi ci mette la faccia e soprattutto il cuore è la Pasticceria Stocchi con la sua famiglia. La sua produzione di panettoni artigianali e dolci che ha detto no al franchising, non si ferma mai. E con la fierezza di chi ama il proprio lavoro e lo vive al cento per cento, con moglie e figlia vanno in giro per l’Italia tutto l’anno per la promozione della loro attività.

L’Azienda Agricola Occhiodoro nata nel 1960, grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Tor Vergata e dei suoi test, oggi vanta una produzione di qualità a km0 utilizzando per l’intero ciclo di allevamento energia rinnovabile autosufficiente ed ecosostenibile.

E con Pasta di Roma, il cui slogan è “l’esperienza e l’amore per le cose semplici” si riscopre la lavorazione artigianale della pasta all’uovo fatta in casa grazie alle appassionanti dimostrazioni dal vivo.

E’ il biologico il protagonista indiscusso. Dal pesto genovese, i cui ingredienti sono pochi e modesti, figli di una cultura del cibo frugale e che insieme hanno la capacità di sorprendere, alla pizza sintesi e simbolo della cultura italiana, celebrata in tutto il mondo come pilastro della dieta mediterranea e candidata ad assumere il titolo di “patrimonio immateriale mondiale dell’Umanità” dell’Unesco.

Paradossalmente la globalizzazione ci ha riportati alla tracciabilità, alla filiera corta. Ed è proprio a Roma, grazie a questo evento, che abbiamo potuto conoscere i prodotti tipici della nostra tradizione, chi li produce, li coltiva e li pesca.

Al Mercato Mediterraneo dunque si incontrano cultura, sapori e identità: un’occasione unica per riscoprire la genuinità, confrontarsi ed avere la sensazione di visitare ogni luogo del Mare Nostrum.

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